sabato 19 luglio 2014

Plumcake alle pere e gocce di cioccolato

Ci hanno insegnato così.
Che la vita è una e ha una sola direzione.
Che a non pettinarsi i capelli appena svegli si finisce per ingarbugliare i pensieri.
Che a correre troppo e troppo in fretta si perde il fiato, e si rischia sempre di rimetterci le caviglie.

E invece una qualunque mattina senza poesia capita di svegliarsi con una strana sensazione.
Non esattamente un dolore, niente a che fare col cuore.
Piuttosto una rivelazione precisa alla bocca dello stomaco.
L'affilata percezione di avere perso qualcosa strada facendo.

Di non avere visto il bivio.
Di avere i pensieri troppo in ordine.
Di aver corso molto, ma mai abbastanza per perdere davvero il fiato.
Di avere caviglie piacevolmente sottili, ma ancora maledettamente sane.


300 g farina
2 uova
180 g zucchero di canna
160 g latte fermentato
100 g olio di semi
4 cucchiaini lievito
un pizzico di sale
100 g gocce di cioccolato fondente
2 pere mature

Sbucciare le pere e tagliarle in piccoli pezzi. Sbattere leggermente le uova con lo zucchero, il latte fermentato e l'olio. Aggiungere progressivamente la farina, il sale, i pezzi di pera, le gocce di cioccolato e il lievito, senza mescolare troppo. Versare il composto in uno stampo da plumcake foderato di carta da forno e infornare a 180°.

lunedì 14 luglio 2014

Diario (semi)serio di una vittoria mondiale

Come qualcuno sapeva, l'occasione era importante. La partecipazione ai Gourmand Awards in calendario a Pechino, con il mio Sweet Sicily finalista nella categoria Pastry. Roba da tappeto rosso, abito lungo (ma è legale alle tre del pomeriggio?), e adrenalina a mille.
  
Dopo 50 ore di viaggio, 12 di fuso orario, qualche litro di salsa di soia, millemila telefonate, n morsi di zanzare-killer e alcuni kg di pasta di sesamo, con 36 gradi fissi e la pelle disidratata come neanche nel deserto del Sahara durante una tempesta di sabbia... sono tornata alla base. Accaldata, spettinata e incredibilmente felice. 

Sebbene le parole siano il mio mestiere, di raccontare questa esperienza asiatica proprio non mi riesce. Però le richieste sono tante, e la voglia di condividere anche. Quindi... metterò su un breve diario di viaggio, sperando che le immagini veicolino da sole le parole, i profumi e le emozioni mondiali che io devo ancora metabolizzare.

Attrici protagoniste: la sottoscritta e Sophia, amica e compagna di viaggio, in pratica... la SIME Books fatta persona.  

Siamo partite da Parigi, notre amour


e arrivate in fretta (si fa per dire...) a Pechino


Abbiamo fatto le turiste


e mangiato di tutto


in compagnia di personaggi singolari


Ci siamo compiaciute per la nostra posizione






studiato i compagni di viaggio e temuto la concorrenza


Poi, nervose, ci siamo messe in tiro


e dirette verso l'appuntamento più importante


E alla fine, la vittoria


che abbiamo festeggiato con gli amici di tutto il mondo


e i fidati compagni di viaggio


Chi frequenta questo blog, per caso o per affezione, sa di me che non amo i racconti, e che le confidenze mettono a dura prova il mio equilibrio nervoso. Non che io abbia qualcosa in contrario, per carità, o che non sia lusingata di esserne messa a parte... semplicemente faccio fatica ad abbattere rassicuranti pareti, e a consegnare a qualcuno la mia quotidianità. Quindi, pur scrivendo col vizio di una prospettiva decisamente personale, non ho mai affidato a queste righe il mio viso o quello di chi mi sta accanto, riccioli biondi che più biondi non si può o il guinzaglio che più amo al mondo. 

Ma questa è un'occasione speciale. 
A quel paese le reticenze, la buona misura e le rassicuranti sovrastrutture. 
Con gli occhi bassi e i sentimenti in mano, io devo dire grazie. 

A chi c'è sempre stato, nonostante tutto.
A chi c'era e se n'è andato.
A chi non c'era ancora, ma sarebbe arrivato presto. 
A chi ha condiviso con me la strada, tutta o solo qualche curva.
A chi ha coperto le mie assenze, e comprato peluche sorridendo al posto mio.
A chi mi ha raccontato la sua versione.
A chi alla fine, ha deciso di raccontare la mia. 

lunedì 23 giugno 2014

Crema alla lavanda con fragole e frolla al pepe di Sichuan

È una questione di osmosi ed empatia una buona foto, o almeno così ho capito.

Un corteggiamento sottile, una seduzione garbata.
Un miracoloso equilibrio tra dare e ricevere, offrirsi e scoprirsi.

Per lavoro o per caso ho conosciuto molti fotografi nella mia vita.
Alcune foto le ho guidate.
Altre catalogate.
Altre costrette nei labirinti di una mostra, e provato a raccontarle.
Altre ancora, quelle che fra tutte mi hanno rubato il cuore, ho avuto il privilegio di aspettarle.

Ho conosciuto molti professionisti nella mia vita.
Ma solo uno mi ha fatto capire qual è il segreto, se ce n'è uno.
Il segreto è che un fotografo non ruba niente.
Non trafuga attimi di realtà.
Non sottrae immagini o sentimenti.
Non dispone scenari o costruisce finzioni.

Un fotografo è una persona che aspetta.
Fino a quando le cose o le persone decidono di consegnarsi a lui.

Ci voglia il tempo che ci vuole.
La luce che ci vuole.
È una questione di fiducia, non c'è fretta.

È un momento magico.
L'inizio di tutte le arti.
Narciso che si guarda alla fonte, senza annegare.
Uno specchio che non riflette, ma decide di raccontare
.


Per la crema:
50 g panna fresca
900 g latte
8 tuorli
120 g zucchero
16 g gelatina in fogi
lavanda q.b.

Per la frolla:
185 g burro
185 g zucchero
60 g tuorli
360 g farina
7 g lievito
3 g sale
1/2 cucchiaino pepe di Sichuan 

Per la finitura:
fragole
fiori di lavanda

Per la crema. In un pentolino fare scaldare il latte con la panna e la lavanda fino a portare quasi ad ebollizione. Unire i tuorli sbattuti con lo zucchero e portare a 85° mescolando con una spatola. Allontanare dal fuoco, filtrare, fare scendere la temperatura, aggiungere la gelatina ammorbidita in acqua e ghiaccio e mescolare bene. Fare scendere velocemente la temperatura immergendo la ciotola in acqua e ghiaccio. Versare il composto negli stampi di silicone prescelti e fare congelare in freezer.

Per la frolla. Lavorare gli ingredienti tutti insieme fino ad ottenere una pasta omogenea e compatta, quindi avvolgere con pellicola e fare riposare in frigorifero. Quando avrà riposato, staccare delle piccole briciole con le mani e infornare a 170° fino a colorazione.

Per la finitura. Fare scongelare le creme alla lavanda, posizionarle nelle ciotole e terminare con fragole a pezzetti, briciole di frolla al pepe di Sichuan e fiori di lavanda.

Mangiare nel tempo di uno scatto.

martedì 13 maggio 2014

Cake al cioccolato, banana, uvetta e rum

Ci sono cose destinate a non cambiare.

Passano i mesi, poi anche gli anni.
Mutano le stagioni e gli attori protagonisti.
Allentiamo i nostri muscoli e perdiamo un po' della miope supponenza che ci ha accompagnato per tanto tempo.

Cambiano molte cose nel frattempo.
La nostra routinaria quotidianità. 
Le abitudini alimentari.
Il nostro stesso concetto di priorità.

Ma altre invece non cambiano mai.
La potenza della reciprocità degli sguardi, perfino dietro le lenti.
L'esigenza di condividere, come sempre, nonostante tutto.
Una familiarità che non è più, eppure non ha mai cessato di esistere.

È stupido dire di no.
Perdiamo tempo a puntare i piedi.
È così, inutile opporsi.



Per l'uvetta:
60 g uvetta
5 g rum bianco
acqua q.b.

Per il cake:
80 g cioccolato fondente al 60%
100 g burro
40 g zucchero
20 g zucchero muscovado
1 tuorlo
3 uova
200 g purea banane molto mature
40 g nocciole in polvere
40 g grué di cacao
50 g farina
4 gr lievito chimico
150 g cioccolato al latte 
rum scuro q.b.
noce moscata q.b.

Il giorno prima. Sciacquare l'uvetta con acqua bollente e metterla a mollo con il rum allungato con un po' d'acqua (circa un quarto del rum), fino al completo assorbimento del liquido.
Fare fondere separatamente il cioccolato fondente e il burro, quindi unirli insieme. Aggiungere i due diversi tipi di zucchero e mescolare. Quando l'impasto sarà ben omogeneo, unire le uova e il tuorlo poco alla volta, sempre continuando a mescolare. Unire la purea di banane mature, la farina di nocciole, il grué di cacao e la farina miscelata al lievito chimico. Fare riposare 15 minuti in frigorifero.
Ridurre a piccoli pezzi il cioccolato al latte e amalgamarli al composto insieme all'uvetta strizzata. 
Versare l'impasto in uno stampo da plumcake foderato di carta forno e infornare a 170° per un'ora circa.
All'uscita dal forno, spruzzare il cake con il rum scuro e grattugiarvi sopra un po' di noce moscata. Avvolgere con pellicola trasparente e fare riposare in frigorifero per una notte intera.

venerdì 2 maggio 2014

Pastiera

D'abbrivio.

Così bisognerebbe vivere la vita.

Scivolando sui giorni come in rada.


Al sicuro dalle onde.
Al riparo dai sentimenti.
Scansando gli affanni con voli planari. 

E invece turbiniamo.
Fluttuiamo sospinti da anomale correnti dovute alle variazioni di densità tra la nostra anima e quelle che ci capita di incrociare.
Rolliamo insicuri, vinti dalle maree. 

E ci incagliamo nelle secche emotive, certi che sia in assoluto il peggiore dei mali.


Per la frolla:
600 gr farina
260 gr zucchero
300 gr burro
4 tuorli e 2 albumi
1 pizzico di sale
1 bacccello di vaniglia
la scorza grattugiata di un limone

Per il ripieno:
350 grano ammollato per due giorni in acqua e portato a cottura in acqua con la scorza di un limone, quella di un'arancia e il baccello di vaniglia avanzato dalla frolla
150 g latte
25 g burro
la scorza grattugiata di un'arancia biologica
560 g ricotta
480 g zucchero
4 uova intere e due tuorli
1 baccello di vaniglia
1 cucchiaio acqua ai fiori d'arancio
1 cucchiaio acqua di millefiori
1 cucchiaio cannella
10 g cedro candito tagliato finemente

Per la frolla. Preparare la pasta lavorando insieme tutti gli ingredienti e fare riposare in frigorifero. 
Per il ripieno. Versare il grano in un tegame aggiungendo il latte, il burro e la scorza di limone grattugiata e riscaldare mescolando per circa dieci minuti. A parte frullare la ricotta con lo zucchero, le uova, i tuorli, il contenuto del baccello di vaniglia, l'acqua di fiori d'arancio, l'acqua di millefiori, la cannella e il cedro tagliato finemente al coltello.
Stendere la frolla e usarla per foderare la teglia, versare la crema e definire con strisce di frolla disposte a losanghe. Infornare a 180° fino a cottura, circa un'ora. Fare riposare almeno un giorno prima di consumare spolverata di zucchero a velo.

Mangiare d'abbrivio.