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lunedì 30 marzo 2015

Riso al latte, lamponi e speculoos

Bianca.
Come la brina in campagna.
Come un quadro bianco.
Come il primo latte, che bianco non è.

Come tutte le stelle e come Saturno, a cuore nudo.
Come le foglie del basilico sulla pelle.
Come il profumo del libro che ancora non c'è.

Bianca di farina sul naso, e di capelli scomposti.
Di ragù generosi e di nasi all'insù.
Di musica buona dopo il buio che so.

Bianca di parole e di silenzi.
Di richieste e di assensi.
Di tutto quello che pensi.
Bianca è così.



Per il riso al latte:

250 g latte intero fresco
150 g panna liquida
100 g riso a chicco tondo
50 g zucchero semolato
mezzo baccello di vaniglia

Per la gelée di lamponi:
125 g lamponi
20 g zucchero semolato
la scorza grattugiata di mezzo lime
2 g gelatina in polvere

Per finire:
qualche speculoos (la ricetta qui)

Per il riso al latte. Sciacquare il riso in abbondante acqua fredda. Scaldare il latte, la panna e lo zucchero insieme al baccello di vaniglia inciso a metà. appena prima del bollore unire il riso e cuocere lentamente, mescolando spesso, perché non si attacchi. A cottura ultimata, quando cioè il riso avrà assorbito tutto il latte e la panna, versarlo in una boule e fare freddare.

Per la gelée ai lamponi. Aggiungere alla gelatina 10 gr di acqua fredda, e mescolare. Versare in una ciotola i lamponi con lo zucchero e l'acqua. Scaldare leggeremente, aggiungere la gelatina e mescolare bene, quindi allontanare dal fuoco e aggiungere la scorza di lime.

Versare nei bicchieri il riso, aggiungere la gelée ai lamponi e fare tirare in frigo per un'ora circa. Trascorso questo tempo, terminare con qualche speculoos sbriciolato, e servire. 

domenica 4 novembre 2012

Budini di riso toscani

I lunghi weekend delle feste, quelli che passi lontano da casa a lavoraresembrano inventati per farti sopraffare dalla malinconia.

Ti tornano in mente storie, posti e volti che credevi sopiti.
Odori silenziosi e voci colorate, in slow motion, per appesantirti l'anima.

Il profumo del Pan co' Santi, dalla città benedetta e maledetta insieme.
L'erba cipollina appena tagliata, sopra una ciotola di letterine in brodo, quando la cena in albergo era già liberazione, era già quasi casa, era già quasi vita.
La vestaglia di mia madre, dove sorgerà e tramonterà il sole per sempre.
Le mani ossute del nonno, fredde e rosse come sarebbero diventate a breve le mie, a insegnarmi il valzer elegante delle pagine che si separano adagio, per poi ritrovarsi in fretta.

Semplice e complessa insieme.
Così è la logica della vita, degli amori e dei ricordi.
Folle e irresponsabile.
O soltanto, terribilmente illogica.



Per la pasta frolla, questa qui.

Per il ripieno:
600 g latte
100 g riso originario
60 g zucchero
1/2 stecca di vaniglia
scorza di un'arancia biologica
2 albumi e 1 tuorlo
un pizzico di sale

Sciacquare il riso sotto l'acqua corrente. Portare a bollore il latte con la vaniglia e la scorza d'arancia e versarvi il riso a pioggia. Portare il riso a cottura mescolando spesso e allontanare dal fuoco. Quando il riso si sarà intiepidito, eliminare la vaniglia e la scorza d'arancia, poi aggiungere il sale, lo zucchero e le uova.

Foderare con la pasta frolla degli stampini ovali e cuocere in bianco a 180° per 15 minuti. Poi riempire i cestini precotti col composto di riso e infornare a 170° per 30 min circa.

Spolverare di zucchero a velo e mangiare senza ricordi.

lunedì 30 gennaio 2012

Charlotte di mele e riso al Calvados

Quella che comincia oggi è una settimana impegnativa.
Sveglia presto la mattina e a letto tardi la sera. 
Decisioni importanti. 
Riunioni importanti. 
Referti importanti. 
Per fortuna, ci saranno anche libri e parole importanti, a farmi compagnia.

Mele a colazione, per sopravvivere.


Per le cupole di mela:
3 mele Granny Smith
300 g acqua
100 g di vino bianco
200 g di Calvados
75 g zucchero
la scorza di un limone


Per il ripieno:
300 g latte intero fresco
35 g riso
la scorza di un limone bio
4 g gelatina 
300 g panna fresca
50 g di albumi
25 g zucchero
10 g pinoli tostati
8 g pistacchi tostati

8 g uvetta

Per le cupole di mela. Tagliare due mele in fette sottili e regolari, la terza a cubetti. Preparare uno sciroppo versando in una pentola l'acqua, il vino, lo zucchero e la scorza di limone. Portare a bollore, aggiungere il Calvados e flambare. Immergervi le mele per 2-3 minuti, poi scolarle su un foglio di carta assorbente e tenerle da parte.

Per il ripieno. In un casseruola fare bollire il latte con la scorza del limone, aggiungere il riso e portare a cottura. Quando il riso sarà cotto, allontanare dal fuoco, eliminare la scorza del limone, aggiungere la gelatina reidratata e strizzata, i pinoli, i pistacchi, l'uvetta e i cubetti di mela e fare freddare.
Montare separatamente gli albumi con lo zucchero e la panna; incorporare delicatamente le due montate al composto. 
Foderare quattro stampi monoporzione con le fettine di mela cotta, riempire di mousse al riso e chiudere con le mele rimaste.
Fare rafreddare in frigorifero per un paio d'ore, poi sformare sul piatto da portata.

Mangiare con brio.

domenica 22 maggio 2011

Riso al latte

Questa volta l'occasione era davvero importante. 
Festeggiare il compleanno di Coquinaria e, con la scusa di fare due chiacchiere, tirare un po' su il morale della Ross.
Bisognava affrontare un "mostro" culinario.
E cucinare tenendo su delle scarpe da urlo.
Beh... io l'ho fatto.
Ho messo su i tacchi più alti, quelli che mi fanno sentire una donna wow e che mi fanno urlare per il dolore, e ho affrontato un piatto sacro.
Forse non un mostro culinario per tutti.
Ma per me sì.
Perché questo dolce lo faceva mia nonna.
Che aveva il cuore di ghiaccio, ma cucinava come una dea.
Negli anni ho variato mille volte le dosi, i modi e i tempi di cottura.
Questa ricetta è molto buona, ed è quella che più si avvicina all'originale, ma quel sapore perduto, quel sapore... credo proprio che non lo ritroverò mai più.


500 g latte intero
100 g riso dal chicco tondo
60 g zucchero
i semi di messo baccello di vaniglia (ma mia nonna usava la scorza di un limone)

Sciacquare rapidamente il riso sotto l'acqua corrente. Fare bollire il latte con i semi del baccello di vaniglia. Quando il latte ha raggiunto il bollore, versarvi sopra il riso a pioggia. Coprire con un coperchio e fare cuocere a fiamma bassissima, mescolando spesso. Aggiungere lo zucchero e riportare sul fuoco ancora per 5 minuti, continuando a mescolare con una spatola. Allontanare dal fuoco e mangiare caldo, o tiepido.

Io lo mescolo pensando a mia nonna.
Voi preparatelo pensando a qualcuno che avete amato intensamente, altrimenti non viene bene.