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martedì 10 marzo 2020

Madeleines

Credo che ordinerò un estrattore di succhi.
Aggiungerò alla lista della spesa spaghetti monograno e cavolo viola.
E cucinerò per quelli che amo.


Rileggerò le odi di Orazio, che non sono mai troppe le volte che mi ci sono persa dentro.
Catalogherò i documenti senza perderne nessuno e disporrò la biancheria nei cassetti per sfumature di colore. 
Tradurrò in inglese le nuove ricette e canterò per i miei figli.

Mi farò mandare la cena dal ristorante cinese, dal giapponese e anche da quell'osteria romana che mi piace tanto. 
Farò la spesa come sempre, ma qualche volta in meno, facendola portare a domicilio e pagando senza contante.
Comincerò a scrivere un nuovo libro.
E ringrazierò che casa sia il posto più felice dove ho il privilegio di stare.



3 uova 
200 g zucchero semolato
un pizzico di sale
la scorza di un limone biologico
80 g latte intero fresco
250 g farina debole + un po' per gli stampi
8 g lievito chimico
125 g burro fuso + un po' per gli stampi

Nella ciotola della planetaria, montare le uova con lo zucchero, il sale e la scorza di limone. Aggiungere il latte, sempre mescolando con la frusta, poi la farina setacciata col lievito e infine il burro fuso. Fare riposare in frigorifero per un'ora. Imburrare e infarinare gli stampi da madeleines, quindi versare l'impasto e cuocere a 240° C per 6 min, poi abbassare la temperatura a 170° C e cuocere ancora 8 min. Sformare le madeleines e fare freddare. A piacere, immergerle in cioccolato temperato e decorarle con altro cioccolato. 

ENGLISH VERSION

3 medium eggs
200 g caster sugar
1 pinch fine sea salt
1 tablespoon finely grated unwaxed lemon rind
80 g whole milk
250 g plain flour and a little bit more
8 g baking powder
125 g melted unsalted butter and a little bit more

Place eggs, sugar, salt and lemon rind in the bowl of an electric mixer and beat until light and creamy. Add the milk and beat until well combined. Add flour and baking powder, then the melted butter and beat to combine. Allow the mixture to cool in the fridge for an hour. Preheat oven to 240 ° C. Lightly grease and flour madeleine moulds, spoon the mixture into the prepared moulds and bake for 6 minutes, then lower the temperature to 170° C and bake for 8 minutes. Turn out onto a wire rack and allow to cool. Garnish to taste with tempered chocolate.

lunedì 8 aprile 2019

Torta della nonna

Succede qualcosa di singolare quando si diventa genitore per la seconda volta, specie se sono passati molti anni dalla prima.

Si nutrono pochi dogmi kantiani su quello che saremo noi come genitori. 
Si hanno meno certezze assolute su quello che faranno o non faranno domani i nostri figli.
Si mette in conto di cadere, purché poi ci si rialzi in fretta.

Non è più il proprio dolore quello che fa paura.
Si scopre la tenerezza.
E, finalmente, ci si gode il viaggio.


Per la frolla all'olio:
3 uova
150 g zucchero semolato
120 g olio di semi
8 g baking
la scorza di 1 limone bio
500 g farina debole

Per la crema pasticcera:
750 g latte
la scorza di 1 limone bio
3 uova
90 g zucchero semolato
100 g farina debole

Per la finitura:
pinoli
zucchero a velo

Per la frolla oll'olio. In una ciotola montare le uova con lo zucchero, aggiungiamo piano l’olio di semi, poi la farina setacciata con il lievito e la scorza del limone grattugiata. Fare riposare in frigorifero.

Per la crema pasticcera. 
In un pentolino versare il latte, aggiungere la scorza di limone e portare sul fuoco. In una boule mettere le uova, mescolare con la frusta, aggiungere lo zucchero, poi la farina setacciata, senza incorporare aria. Quando il latte arriva a bollore, eliminare le scorze di limone, unirlo al composto di tuorli, quindi riportarlo sul fuoco mescolando con una frusta, finché la crema non risulti densa e lucida. Versare la crema in una boule di vetro, coprire con pellicola a contatto e farla raffreddare il più rapidamente possibile, in abbattitore o in un bagnomaria di acqua e ghiaccio.

Dividere la frolla in due metà e usare la prima per rivestire uno stampo rotondo da 28 cm unto e infarinato, quindi rifilare i bordi in eccesso con un coltellino affilato. Versare la crema all'interno del guscio, una volta che si sarà freddata, e coprire con la restante pasta frolla, stesa a forma di disco con un matterello. Sigillare bene i bordi dopo averli rifilati, bucare la superficie della torta con i rebbi di una forchetta, in modo simmetrico, coprire di pinoli e infornare a 170° C per 45 min ca. A fine cottura fare freddare quasi del tutto all'interno dello stampo, poi trasferire sul piatto da portata e spolverare di zucchero a velo prima di servire.  

mercoledì 27 febbraio 2019

Cake ai pistacchi e limone

Senza pelle è un modo d'essere rischioso.
È una buona idea per la frutta secca e a volte anche per il pomodoro.
Ma per le persone è una realtà complessa da sostenere.

È senza soluzione di continuità tra il grande e il minuscolo.
Senza filtri possibili tra le parole degli altri e il proprio sentire.
Senza pausa da niente, mai, per nessun motivo.

Senza pelle è una condanna sottile.
È una benedizione ambigua.
Senza pelle sono io.



Per il cake:
100 g burro morbido
360 g farina debole
200 g farina di pistacchi 
360 g zucchero a velo 
la scorza di 1 limone bio grattugiata finemente
4 uova
400 g panna da montare
20 g baking
2 cucchiai pasta di pistacchi

Per la glassa al cioccolato bianco:
100 g cioccolato bianco 
10 g burro

Per terminare:
50 g pistacchi sgusciati non salati, tritati grossolanamente al coltello

Per il cake. Unire lo zucchero al burro morbido e montare in una boule o nella planetaria. Aggiungere le uova, poco per volta, e la scorza di limone, quindi unire la panna e la pasta di pistacchi, poi farina di pistacchi e la farina e il baking, setacciati insieme. Quando il composto sarà ben omogeneo, trasferire in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato e cuocere a 170° C fino a cottura, per un’ora circa. Se il cake tende a scurirsi troppo, coprire la superficie con alluminio e continuare a cuocere finché non risulti completamente asciutto. 
Fare freddare su una gratella per dolci.

Per la glassa. Sciogliere insieme il cioccolato bianco col burro. Quando il cake sarà completamente freddo, glassarlo aiutandosi con un pennello e ricoprirlo con la granella di pistacchi.

martedì 22 gennaio 2019

Crostata al limone, lime e basilico

Manca, il mare.

La sua quieta presenza, la fragorosa assenza.
L'incessante sciabordare.
L'immutabile restare.

Manca nell'ossimoro della sua stessa essenza.
Nella bianca luce d'inverno, a rinfrancare i pensieri.
Nella canicola dorata, a silenziare amori leggeri. 

Manca quando è sera, nelle nari.
E di giorno, per tutti gli anniversari.

Manca, il mare, e non c'è niente da fare.
Se lo senti davvero, ti lascia ansimare.



Per la pasta sablée alle mandorle:
220 g burro morbido
100 g zucchero a velo
50 g zucchero semolato
50 g mandorle in polvere
1 pizzico di sale
2 uova 
370 g farina debole

Per la crema al limone, lime e basilico:
20 g basilico
390 g burro
8 g gelatina
200 g succo di limone
6 cucchiai succo lime
6 uova
280 g zucchero semolato

Per la glassa:
8 g gelatina
100 g acqua
100 g succo di lime
90 g zucchero semolato
la scorza di un lime grattugiata 

Per terminare:
qualche foglia di basilico
qualche spicchio di lime 

Per la pasta sablée alle mandorle. Nella ciotola della planetaria unire il burro allo zucchero, il sale e la farina di mandorle. Unire l'uovo, poco alla volta, sempre impastando. Infine aggiungere la farina, tutta insieme, e amalgamare gli ingredienti senza lavorarli troppo. Formare un panetto, coprire con pellicola e fare riposare in frigorifero per ventiquattr'ore. Dopo aver fatto riposare la sablée, stenderla ad uno spessore di 3 mm, rivestire gli anelli forati (per me 2 da 22 cm, ma avanzerà molta pasta da utilizzare in seguito) e fare freddare in frigorifero. Cuocere in bianco a 160° C per 15 min ca, poi scoprire i gusci e terminare la cottura fino a colorazione, per altri 10 min ca. Fare freddare su una griglia.

Per la crema al limone, lime e basilico. Reidratare la gelatina in acqua fredda. In una pentola scaldare il succo di limone e lime. Sbattere le uova con una frusta, aggiungervi lo zucchero, versarvi sopra il succo caldo e riportare sul fuoco, sempre mescolando. Quando avrà raggiunto il bollore, allontanare dal fuoco e unire la gelatina reidratata e il burro. Emulsionare la crema con un frullatore ad immersione. Lavare il basilico, sfogliarlo, avvolgere le foglie su se stesse e tagliarle a strisce sottili con un coltello in ceramica. Aggiungere il basilico alla crema, mescolare e versare la crema nei gusci di pasta sablée ben raffreddati. Passare le crostate in freezer per qualche ora.

Per la glassa. Reidratare la gelatina in acqua fredda. Portare a bollore l'acqua e il succo con lo zucchero. Allontanare dal fuoco, aggiungere la gelatina reidratata e la scorza di lime e lasciare intiepidire. Spennellare la glassa sulla torta e fare freddare in frigo.

Per terminare. Al momento di servire, terminare con qualche foglia di basilico e qualche spicchio di lime.

mercoledì 17 ottobre 2018

Ciambella glassata al limone

Lento scorre il tempo, nel frattempo.

Si dilatano i pensieri con le attese.
Diminuiscono le intese. 
Non bastano le chiese.

Arriverà il tempo quando sarà il momento.
Aspetterò, senza accanimento.


Per la ciambella:
150 g uova
150 g zucchero
75 g burro fuso, raffreddato
150 g farina debole
150 g panna acida
la scorza di un limone bio
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
5 g baking
un pizzico di sale

Per la glassa:
100 g zucchero a velo
15 g di succo di limone
scorze di limone e limone verdello bio per decorare

Per la ciambella. Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere una montata spumosa. In una boule mescolare la panna acida con la vaniglia, il sale, il succo e le scorze di limone. Incorporare il composto alla montata di uova. Unire la farina setacciata con il lievito, delicatamente, con una spatola, quindi aggiungere il burro fuso a filo. Versare l’impasto in uno stampo da ciambella imburrato e infarinato e infornare a 170° C per 35 minuti ca. Fare intiepidire la ciambella, quindi sformarla su una griglia e fare freddare completamente prima di glassarla. 

Per la glassa. In una boule mescolare lo zucchero a velo con il succo di limone, aggiungendo zucchero o succo di limone per regolarne la consistenza che deve risultare piuttosto fluida. Finire con scorze di limone e limone verdello grattugiate.

martedì 22 maggio 2018

Mini cakes alle mandorle, mirtilli e limone

L'amore può aiutare e lenire.
Può temprare e sopire.
Disarmare e guarire.

Dura è la strada, e perigliosa.
Ma un giorno poi ci si vede piantar semi e raccogliere fiori.
Senza aggrovigliare il semplice, ci si trova a sorridere.

La vita fluisce e punisce. 
Spesso ferisce.
Qualche volta, però, rifiorisce.

Love is the way.


Per le mini cakes:
190 gr burro morbido
190 gr zucchero semolato fine
la scorza grattugiata di un limone bio
4 uova grandi, appena sbattute
190 gr farina di mandorle
45 gr farina 00
1/4 cucchiaino baking
1/4 cucchiaino sale
60 gr succo di limone 
100 gr mirtilli piccoli, più qualcuno per decorare

Per la glassa:
160 gr zucchero a velo
35 gr succo di limone filtrato

Per le mini cakes. Montare il burro con lo zucchero nella ciotola della planetaria, insieme alla scorza di limone grattugiata, finché la montata non sarà leggera e spumosa, quindi aggiungere le uova e la farina di mandorla, alternandole, avendo cura di inserirle in tre o quattro volte. Aggiungere al composto la farina setacciata col lievito e il sale, mescolare bene, e per ultimo unire il succo di limone. Trasferire il composto negli stampi unti e infarinati, quindi dividere i mirtilli tra le mini cakes e affondarli dolcemente nel composto, con le dita. Infornare a 180° C per 30 minuti ca, fare riposare per una decina di minuti, sformare e fare freddare bene su una gratella per dolci.

Per la glassa. In una ciotola sbattere lo zucchero a velo con il succo di limone filtrato, fino ad ottenere una consistenza densa, adatta a colare. Glassare servendosi di un cucchiaio: il risultato deve colare su tutti i lati, senza coprire per intero le mini cakes. Decorare con qualche mirtillo. Godersi la strada.

martedì 23 gennaio 2018

Cake timo e limone

Chi avrebbe mai detto che l'acqua sarebbe stata la cura.
Che poteva rimarginare ferite.
Lavare via le più impermeabili tra le paure.

Chi avrebbe immaginato che dopo averla elusa così a lungo, si poteva tornare a cercane gli abbracci, e il morbido languore.

Strana cosa è la vita, nelle sue imprevedibili circonvoluzioni.
Quello che ieri era panico adesso è sollievo.
Quanto era invalicabile tabù oggi è ristoro dagli affanni.
La tempesta più nera diventa porto sicuro, e riposo. 

Benedetti siano gli umidi istanti e i millimetri di pace.
E Pessoa, insieme a tutte le sue parole. 


Per il cake:
210 g farina debole
2 tsp e 1/4 baking
un pizzico di sale
3 tbs foglie di timo fresche e tritate
2 uova
240 g yogurt greco intero
la scorza di due limoni bio
150 g olio di semi di girasole
250 g zucchero semolato
1/2 bacca di vaniglia

Per lo sciroppo:
100 g succo di limone
100 g zucchero semolato

Per il cake. In una boule setacciare la farina con il lievito, aggiungere il sale e le foglie di timo tritate. Nella ciotola della planetaria miscelare insieme le uova, lo zucchero, i semi della bacca di vaniglia, la scorza di limone grattugiata, lo yogurt e l’olio di semi, quindi unire gli ingredienti secchi poco alla volta, e miscelare bene.
Versare in uno stampo da cake coperto di carta forno e infornare a 180 C per 50 min circa, verificando la cottura con uno stecchino. 


Per lo sciroppo. Versare il succo di limone in un pentolino, aggiungere lo zucchero. Portare sul fuoco mescolando, finché lo zucchero non sia completamente sciolto. Allontanare dal fuoco.

Sfornare la torta e farla raffreddare per qualche minuto, quindi capovolgerla, bucarla con uno stecchino e bagnarla bene con lo sciroppo. 

Servirla con qualche fogliolina di timo, e sorrisi grati.

mercoledì 31 dicembre 2014

Tarte al limone e cocco

A volte vorrei che lo spinning fosse solo uno sport.
Sarebbe più facile lasciarlo per strada, quando devo.
Trascurarne i richiami.
Ignorarne le lusinghe.

Mi piacerebbe che non fosse il collettore della sensazione di benessere di tutta la mia settimana.
Che non ci fossero amici, lì dentro, ma solo atleti.
Che fosse un’attività asettica e sterile di sentimenti, come tutte le volte che qualcuno si confronta con se stesso, e solo con sé.

C’è un punto di non ritorno in ogni lezione.
Di solito lo incontro intorno al ventesimo dei nostri 80 minuti, ma a volte prima, durante il riscaldamento.
Un momento in cui, senza alcun motivo armonico, ho il fiato corto e le gambe pesanti.
È il momento del forse lavoro troppo, del forse ho mangiato poco e del certo non sono allenata abbastanza.
Un momento di stallo, mentale, prima ancora che fisico, quando ho voglia di scendere dalla bike, salutare tutti, e andare molto lontano.
Poi, ogni volta, succede un miracolo.
Un piccolo miracolo.
Un miracolo sportivo e metropolitano.
Un miracolo emotivo.

Chiudo gli occhi, per un minuto che dura un'eternità.
E li riapro.
Respiro il respiro di chi ho di fronte.
Muovo muscoli che non sono i miei.

È una carezza sui pedali.
Spinta e trazione, senza fermarsi.
Il peso del corpo, dietro.

Spezzo il respiro e ritrovo le mie gambe.
Ci sono tutte, in tensione, dai glutei al tallone.
Si muovono, e lo fanno bene.
Non avverto più la fatica, si liquefà la tensione.

E in quel momento, ogni volta, benedico lo spinning.
Chi me lo ha insegnato e trasfuso nelle vene.
Chi lo pedala accanto a me.

Il sudore.
La passione.
Una sana stanchezza.
Ogni volta, è come volare.



                           

Da una ricetta di Cristophe Michalak

Per la crema al limone:
3 uova
150 g zucchero semolato
2 limoni
2 g gelatina in fogli
180 g burro

Per la sablée ricostruita:
175 g cocco rapé
50 g burro

Per il dressage:
1 limone verde
briciole di meringa

Per la crema al limone. Fare rinvenire la gelatina in acqua fredda. In un pentolino mettere le zeste dei limoni insieme a 150 gr di succo, lo zucchero, la gelatina, le uova e portare fino a 85° C. Fare raffreddare. Quando la preparazione avrà raggiunto 45° C, aggiungere il burro a pezzi ed amalgamare bene. Trasferire in un sac à poche e fare riposare 24 h in frigorifero.

Per la sablée. Fondere il burro. Ridurre il cocco in polvere nel bicchiere del mixer, quindi aggiungere il burro fuso. Trasferire il composto sul fondo di un cerchio da pasticceria, e schiacciarlo bene con l'aiuto del dorso di un cucchiaio. Fare riposare in frigorifero.

Dressage. Con un sac à poche e una bocchetta liscia, dressare la crema al limone sulla base al cocco, formando tanti piccoli ciuffetti. Mettere qua e là qualche pezzo di limone verde pelato a vivo e un po' di zeste di limone grattugiate. Mangiare ben freddo. 

mercoledì 3 settembre 2014

Lime curd

L'amore è giusto una forma di schizofrenia, e nemmeno tanto lucida.

Ti estranea dalle circostanze e ti riporta a casa, ovunque essa sia, nella distanza fisica di un bacio.
È un desiderio pervicace e assolutamente fuori luogo.
Una passione lenta e vorace.
Un'allucinazione permanente.
Forse demente.
Sicuramente stridente.

È follia.

Perché niente è più illogico dell'amore, con il suo passare dall'essere al non essere al non essere ancora.
Niente più irrazionale di un sentimento che si materializza senza preavviso e si dilegua senza motivo.
Niente più insensato di un delirio consensuale.

È follia.  



125 g succo lime
la scorza grattugiata di due lime
100 g burro
110 g zucchero
3 tuorli
1 uovo

Spremere i lime e filtrarne il succo. Sbattere velocemente le uova con lo zucchero, aggiungere il burro e infine il succo e le scorze di lime, quindi cuocere a fuoco basso fino al principio del bollore, lavorando con una frusta. Passare al setaccio e raffreddare velocemente.
Mangiare con un pizzico di follia.

giovedì 20 marzo 2014

Plumcake multivitamine

Esistono luoghi fisici, con precise coordinate geografiche, e punti cardinali a cui fare riferimento.
Luoghi dell'anima, dove rifugiarsi in silenzio zenitale, quando intorno c'è chiasso e odore di stantio.
E ci sono luoghi sentimentali, che non sono luoghi dell'amore, ma che con l'amore in qualche modo a che fare.

L'amore della vita, sempre, e delle parole condivise.
Dei muscoli che tornano a tendersi, dopo un tempo quasi infinito, e della schiena che alla fine si decontrae. 
Dei pensieri che spariscono, o che forse, semplicemente, subiscono una inaspettata variazione tonale.

Sono luoghi di yogurt a cena, e va bene così.
Di confidenza, molta, e di condivisione, quasi nulla.
Di buonumore inaspettato.
Di risate silenziose.
Di distanza, oggi.
Di avvicinamento, forse domani.
Sono i luoghi sentimentali.
Quelli che in assoluto preferisco.

Per il plumcake alle carote:
80 g tuorli
110 g albumi
65 g zucchero
200 g nocciole in polvere
40 g nocciole
230 g carote
1 pizzico di sale
70 g farina
la scorza di un'arancia grattugiata
8 g lievito in polvere

Per la gelatina d'arancia:
200 g succo d'arancia
100 g zucchero
1 g agar agar

Per il cremoso al lime:
95 g uova
75 g zucchero
1 pizzico di sale
65 g succo lime
100 g burro
15 g limoncello

Per la finitura:
scorze lime candite q.b.

Per il pumcake. Tostare le nocciole intere, tritarle grossolanamente e tenerle da parte. Pulire le carote, lessarne 140 gr in acqua e poi frullarle con un mixer ad immersione. Grattugiare quelle rimaste. Montare i tuorli con la metà dello zucchero e a parte gli albumi con lo zucchero rimasto. Incorporare ai tuorli montati la farina di mandorle e nocciole, le nocciole tritate, le carote frullate insieme a quelle grattugiate, la scorza di arancia grattugiata e il sale. Amalgamare bene, quindi incorporare delicatamente gli albumi. Versare il composto negli stampi monoporzione. Infornare a 170° C per 50 minuti circa. Estrarre dal forno e fare raffreddare prima di sformare.

Per la gelatina d'arancia. In un pentolino sul fuoco mescolare insieme il succo d'arancia con lo zucchero e l'agar agar, portare a bollore mescolando continuamente. Allontanare dal fuoco e utilizzare ancora calda.

Per il cremoso al limone. Cuocere a bagnomaria le uova con lo zucchero, il succo di limone e il sale, mescolando con una frusta fino ad ottenere la densità di una crema. Allonatanare dal fuoco e fare freddare fino a 40° C, aggiungere il burro a temperatura ambiente, il limoncelle e mescolare bene. Coprire con pellicola a contatto e fare riposare in frigorifero per qualche ore. 

Per il montaggio. Sformare i plucake di carote e inzupparli nella gelatina di arancia ancora calda, trasferirli su una griglia per dolci e lasciarli raffreddare. Quando la gelatina si sarà rappresa, terminare con una quenelle di cremoso al limone ed eventualmente con qualche scorza di lime candita.

sabato 28 settembre 2013

Limone in tazza

Non ci credo.
A chi dice di non avere tempo.
A chi dice di non avere spazio.
A chi dice di non avere forze.

Lo hanno provato recenti ricerche scientifiche, ma in fondo lo sappiamo da sempre.
Chi passa la vita a lamentarsi fa male.
Non soltanto a se stesso, ma anche a chi gli sta intorno.
A noi che lo stiamo a sentire.

Non mi ricordo bene la portata del danno documentato dallo studio accademico, ma presuppongo che comporti alcune manifestazioni fisiche evidenti, tipo:
- invecchiamento precoce;
- opacizzazione della pelle, immediata e irreversibile;
- gonfiore di stomaco modello "bevo otto birre, ogni sera, per cena, più o meno da quando ho smesso di prendere il latte";
- cellulite diffusa, anche sui gomiti, sia maschile che femminile;
- ingiallimento delle arcate dentali.
Su quest'ultimo punto non sono proprio sicura, ma quasi.

Liberi tutti.
Di non avere tempo e di non trovare lo spazio.
Di non avere le forze.
Di lamentarsi dalla mattina alla sera.
Liberi tutti.
Io... mi faccio solo un po' più in là.
  

40 g burro morbido
160 g zucchero
2 uova
la scorza di mezzo limone grattugiata
2 cucchiai di farina debole
1/2 cucchiaino di lievito
80 g succo di limone filtrato
250 g latte

Lavorare insieme a lungo burro e zucchero, unire la scorza del limone e i tuorli e frustare bene. Aggiungere la farina setacciata col lievito, poi anche il latte e il succo di limone. Quando il composto sarà omogeneo, unire gli albumi montati a neve. Versare in cocottine imburrate, infornare a 180°C e cuocere a bagnomaria fino a colorazione (venti minuti circa).

Mangiare con gioia, senza lamentarsi.

sabato 9 febbraio 2013

Tartellette lime e cocco

Odio la pioggia.

Mi sembra che liquefaccia le buone intenzioni.
Che inumidisca i pensieri. 
Che svilisca l'anima e tutto quello che c'è intorno.

Non conosco soluzione alla pioggia.
Perché nessun ombrello riesce a schermarti il cuore e proteggerti dai ricordi.
Ad asciugarti le ferite.
ripararti dai pensieri.

Però ieri ho imparato una cosa.
Che un profumo buono può fare miracoli.
Che i ricci sulla nuca sono il posto migliore per nascondere le mani.
Che a chiudere gli occhi insieme si rischia di non sentire più niente.
Non il telefono che suona.
Non il freddo di una mattina di febbraio.
E nemmeno la pioggia che sbatte sul vetro. 


Da una ricetta di Laduréee in Dolce

Per il lime curd:
1 lime biologico
80 g zucchero
3 g amido di mais
1 uovo e 1/2
60 g succo lime
125 g burro

Per la crema al cocco:
60 g panna
25 g burro
25 g zucchero a velo
25 g cocco rapè
25 g amido di mais
1 uovo

Per la frolla alle mandorle:
120 g burro
70 g zucchero a velo
25 g farina di mandorle
200 g farina
1 uovo
un pizzico di fior di sale
due gocce di estratto di vaniglia naturale

Per la finitura:
gelatina neutra

scorza di lime 

Per il lime curd. Mescolare in una ciotola lo zucchero e la scorza grattugiata di mezzo lime. Aggiungere l'amido di mais, l'uovo e il succo di lime. Cuocere a fuoco moderato finché la crema ispessisce, allontanare dal calore e aggiungere il burro morbido. Frullare con un minipimer e fare freddare in frigo per 12 ore almeno.

Per la crema al cocco. Unire lo zucchero e il cocco al burro morbido. Aggiungere l'uovo, l'amido e incorporare la panna montata.

Per la frolla alle mandorle. Unire insieme tutti gli ingredienti e conservare la frolla in frigo per un paio d'ore almeno. Stendere la pasta e usarla per foderare gli stampini monoporzione o un unico stampo grande. Fare riposare ancora in frigorifero per un un'ora, poi cuocere in bianco a 170° per 15 minuti. Versare uno strato molto sottile (tre mm al massimo) di crema al cocco e infornare per circa 10 minuti, finché pasta a crema saranno colorate. Fare intiepidire e sformare. Quando le tartellette si sono raffreddate, riempire le basi con il lime curd e livellare la superficie con una spatola, poi mettere in freezer e congelare.

Per la finitura. Estrarre le tartellette dal congelatore, lucidarle con la gelatina neutra e finire con la scorza di lime grattugiata.

mercoledì 19 settembre 2012

Semifreddo al limone e caramello

Non è l'incipit la parte più difficile.  
Non lo sono le chiuse, per cui serve un talento naturale o un po' di mestiere.
E nemmeno il plot, ché di storie belle è pieno il mondo.

La cosa difficile è mettere insieme i sensi di cui siamo capaci, e fare funzionare tutto.
Scrivere, anche quando è tardi e bruciano gli occhi.
Scrivere comunque, anche se per buttare giù una pagina ci vogliono delle ore.
Scrivere sempre, perché è questo che devi fare.

Poi fermarsi, proprio quando hai scoperto che scrivere ti viene così bene, e fare un po' di ordine.
Equilibrare il gioco di vuoti e pieni.
Dare respiro con le panoramiche per poi mozzarlo con le soggettive.
Evocare senza citare.
Tracciare percorsi paralleli e divergenti, luoghi della mente e strade del mondo.

E alla fine di tutto, sottrarre. 
Quasi sempre, come nella vita, sottrarre per non sbagliare.


Per il semifreddo:
6 uova 
500 ml panna fresca
300 g zucchero
8 g gelatina
2 limoni
un bicchierino di limoncello

Per il caramello:
zucchero
qualche goccia di succo di limone

Fare reidratare la gelatina in acqua fredda. Montare i tuorli con 200 gr di zucchero. Riscaldare il succo dei limoni e sciogliervi la gelatina. Montare separatamente la panna e gli albumi con lo zucchero rimasto. Unire il succo di limone e il limoncello ai tuorli, incorporare la meringa e per ultima la panna montata. Versare in un cerchio da pasticceria con i bordi rivestiti di acetato e fare freddare in freezer.
Dopo aver fatto un caramello biondo con lo zucchero e il succo di limone, farlo cadere a gocce su un foglio di silpat. 
Usare la gocce per decorare il semifreddo.

Assaporare tranquilli, dimenticandosi delle sottrazioni. 

martedì 15 maggio 2012

Crema al limone e gelatine al mango

Capita a volte, nella vita, di svegliarsi, e di scoprirsi ingessati.
Di avvertire all'improvviso un insopportabile odore di stantio.
E di sentire, improcrastinabile, il bisogno di cambiare posizione, e punto di vista.

Non che prima le cose non funzionassero affatto.
Questo non si può dire. 
Piuttosto... erano perfettamente in ordine, e inquadrate.
Monolitiche, nella loro asetticità.

Bisogna individuare i fondamentali.
Delle scarpe da tennis misura 25, innanzitutto.
Un cuore buono, dotato di giudizio inflessibile, e mani sapienti.
Un guinzaglio.
Pochi affetti sinceri, belli da togliere il fiato. 
Le parole di sempre, nei libri di sempre.

E poi... si deve solo trovare il coraggio di andare incontro ai nuovi sentieri.
A costo di chinare lo sguardo, e le spalle, se necessario.
Per scoprire che niente è in ordine e, incredibilmente, tutto va bene lo stesso.


Per la crema al limone:
4 uova
180 g zucchero
5 limoni biologici
200 g crema pasticciera (questa qui)
20 g zucchero

Per le gelatine al mango:
130 g polpa di mango
145 g zucchero
60 g glucosio
3 g pectina + 18 g zucchero
1 g acido tartarico
0,04 cl acqua
 
Per la crema al limone. Lavare e asciugare i limoni, grattugiare la scorza e spremerne il succo. Fondere il burro a bagnomaria, aggiungere il succo e la scorza dei limoni, lo zucchero e infine le uova, mescolando con una frusta finché la crema non si sarà addensata. Allontanare dal fuoco, fare intiepidire e aggiungere al composto la crema pasticciera. Versare nei bicchieri e fare freddare in frigo. 

Per le gelatine al mango. Versare in una casseruola la polpa di frutta, lo zucchero, il glucosio e portare ad ebollizione. Aggiungere la pectina, lo zucchero e portare a 106°. Allontanare dal fuoco ed unire l'acido tartarico sciolto nell'acqua. Versare la gelatina negli stampi di flexipan e fare rassodare. Sformare i cubetti di gelatina, inumidirli al vapore e passarli nello zucchero.

Mangiare assaporando il dolce incanto di un nuovo punto di vista.

lunedì 12 marzo 2012

Crema di semolino al limone

Indimenticata
Ma che brutta parola, specie se rivolta a me...
Sembra un epitaffio funebre.

Indimenticabile...
Forse sarebbe stato meglio.
O forse invece no.

Perché certe parole brillano incredibilmente di luce propria, sono luminose.
Hanno storia, carattere e poesia.
Ma da sole non bastano.
Hanno bisogno di uomini, a pronunciarle.
E lì è molto più difficile trovare storia, carattere e poesia, specie se li si cerca tutti insieme, e ben illuminati.

Parole ontologicamente luminose in bocca ad uomini volgari perdono luce e calore.
Parole intrinsecamente mediocri acquistano spessore e sex appeal, se pronunciate da uomini meravigliosi.  

Le parole sono un'invenzione straordinaria.
Ma, per fortuna, a volte non sono tutto. 

550 ml latte intero fresco
80 g semolino finemente macinata
30 g farina di mandorle
5 cucchiai di zucchero
1 limone biologico

Portare il latte a bollore e versare la semola a pioggia, mescolando come per fare una polenta. Aggiungere la farina di mandorle e la scorza del limone grattugiata, cuocere per dieci minuti circa continuando a mescolare. Quando la cottura sarà ultimata, allontanare dal fuoco, unire lo zucchero, mescolare bene e versare in cocotte di porcellana.
Assaggiare con palato innamorato.

sabato 10 settembre 2011

Mousse al limone, gelee ai frutti di bosco e dacquoise alle mandorle

Oggi è una brutta giornata.

Veramente una pessima giornata.

Quando devi dire addio a qualcuno che hai amato, fa male il cuore.
Mi fa male il cuore oggi.
Mi fa male la testa.
E, se mi fermo un attimo, sento che anche le gambe si lamentano.

Se n'è andato un caro amico.
13 anni insieme non sono mica pochi.
Un caro amico.
Di più.
Un compagno.
Forse un fratello.
Che abbaiava poco, ma che si faceva sentire lo stesso.

Mi fa male il cuore.
E ho bisogno di cucinare.
Bicchierini per cena.


Per la dacquoise alle mandorle:
200 g albumi
125 g zucchero
190 g farina di mandorle
140 g zucchero 
50 g farina di riso

Per la mousse al limone:
4 tuorli
80 g zucchero
40 g amido di mais
500 g latte intero fresco
la scorza di 2 limoni non trattati
5 g gelatina
500 g panna fresca

Per la gelée ai frutti di bosco
600 g frutti di bosco
3 cucchiai zucchero
2 cucchiai succo limone
4 g gelatina

Per la dacquoise. Montare gli albumi con in 125 grammi di zucchero, poi unire la farina di mandorle mescolata insieme allo zucchero restante e alle farine.
Versare il composto in una leccarda rivestita di carta da forno e spatolare la superficie fino a renderla liscia. Cuocere in forno a 180°, fare freddare. Tagliare a cubetti, disporli sul fondo dei bicchierini e tenere da parte.

Per la mousse. Fare reidratare la gelatina. Bollire il latte con la metà dello zucchero, poi unire la scorza dei limoni e lasciare in infusione per 30 minuti. Montare leggermente i tuorli con l'altra metà dello zucchero e incorporare l’amido, ma senza lavorare troppo il composto. Versare una parte di latte per sciogliere la montata e poi unire il tutto nel latte restante, in un colpo solo. Portare a bollore, poi allontanare dal fuoco. Unire alla crema i fogli di gelatina ben strizzati, poi setacciarla e aspettare che si raffreddi. Montare la panna non troppo soda e poi unirla alla crema, delicatamente. Versare la mousse nei bicchierini, sui cubetti di dacquoise, aiutandosi con una tasca da pasticceria e fare freddare in frigorifero.

Per la gelée. Mettere i frutti di bosco in una casseruola insieme allo zucchero e al succo del limone . Far prendere il bollore, poi allontanare dal fuoco. Frullare la purea di frutta fino ad ottenere una salsa liscia, poi passarla al setaccio. Reidratare la gelatina. Prendere una piccola quantità di salsa e riscaldarla al microonde. Sciogliere la gelatina nella salsa calda e unire la salsa rimanente. Aspettare che si raffreddi un po', poi versare nei bicchierini, sulla mousse già fredda. Decorare i bicchierini con frutti di bosco e, a piacere, spolverare con zucchero a velo.