martedì 25 settembre 2012

Mousse al cioccolato e caffè

Un aggettivo. 
C'è sempre un aggettivo giusto.
Che sia preciso, onesto, chiacchierino.
Che racconti senza farla troppo lunga come stai.
Quello che fai.
Se ci credi ancora o se hai deciso di smetterla, ché non hai più l'età.

Capita spesso che il mio aggettivo sia così puntuale che io non abbia alcuna voglia di comunicarlo.
Che sia così incredibilmente privo di pietas da salire alle labbra come una lama sottile, e da farmi rabbrividire all'idea che voglia palesarsi.

Oggi non è spesso e il mio aggettivo è innamorata.
Corretto, certo, anche se poco circostanziato.
Senza specifiche e senza perché.
Meravigliosamente generico e festosamente sommario.
Oggi sono così.
Innamorata e basta.


170 gr cioccolato fondente
6 cucchiai di buon caffè espresso
20 gr burro morbido
10 uova
6 cucchiai di zucchero

Tritare il cioccolato e farlo fondere a bagnomaria insieme al caffè. Allontanare dal fuoco e unire il burro. Fare freddare per un minuto e aggiungere i tuorli uno alla volta. Montare gli albumi con lo zucchero e unire delicatamente la meringa al composto di cioccolato e uova. Riempire i bicchieri e fare freddare in frigo per almeno un paio d'ore.

Mangiare così.
Innamorati e basta.

mercoledì 19 settembre 2012

Semifreddo al limone e caramello

Non è l'incipit la parte più difficile.  
Non lo sono le chiuse, per cui serve un talento naturale o un po' di mestiere.
E nemmeno il plot, ché di storie belle è pieno il mondo.

La cosa difficile è mettere insieme i sensi di cui siamo capaci, e fare funzionare tutto.
Scrivere, anche quando è tardi e bruciano gli occhi.
Scrivere comunque, anche se per buttare giù una pagina ci vogliono delle ore.
Scrivere sempre, perché è questo che devi fare.

Poi fermarsi, proprio quando hai scoperto che scrivere ti viene così bene, e fare un po' di ordine.
Equilibrare il gioco di vuoti e pieni.
Dare respiro con le panoramiche per poi mozzarlo con le soggettive.
Evocare senza citare.
Tracciare percorsi paralleli e divergenti, luoghi della mente e strade del mondo.

E alla fine di tutto, sottrarre. 
Quasi sempre, come nella vita, sottrarre per non sbagliare.


Per il semifreddo:
6 uova 
500 ml panna fresca
300 gr zucchero
8 gr gelatina
2 limoni
un bicchierino di limoncello

Per il caramello:
zucchero
qualche goccia di succo di limone

Fare reidratare la gelatina in acqua fredda. Montare i tuorli con 200 gr di zucchero. Riscaldare il succo dei limoni e sciogliervi la gelatina. Montare separatamente la panna e gli albumi con lo zucchero rimasto. Unire il succo di limone e il limoncello ai tuorli, incorporare la meringa e per ultima la panna montata. Versare in un cerchio da pasticceria con i bordi rivestiti di acetato e fare freddare in freezer.
Dopo aver fatto un caramello biondo con lo zucchero e il succo di limone, farlo cadere a gocce su un foglio di silpat. 
Usare la gocce per decorare il semifreddo.

Assaporare tranquilli, dimenticandosi delle sottrazioni. 

sabato 15 settembre 2012

Crème brulée al cioccolato

Mi piace nutrire delle incertezze, avere dei dubbi.
Qualcosa su cui lambiccarmi il cervello e perdere il sonno.
Notare tragiche distonie in quello che mi sta di fronte, o banali discromie rispetto ai miei complessi liquori mentali.

Amo alimentare le incertezze perché solo quelle concedono il lusso di temporeggiare. 
Di chiudere gli occhi e sostare, nell'attesa che succeda qualcosa, o che continui a rinnovarsi questo tempo eterno.

Il problema è non avere dubbi. 
Constatare che angoli concavi e convessi si definiscono perfettamente nella loro dichiarata reciprocità.
Che i bianchi risultano perfettamente bilanciati e i colori ben contrastati.
Che tutto va bene, eppure nulla va bene davvero.


600 ml panna fresca
una stecca di vaniglia
300 gr cioccolato fondente
4 tuorli
60 gr zucchero a velo
zucchero di canna 

Riscaldare la panna e mettervi in infusione il baccello di vaniglia. Dopo un paio d'ore riscaldare nuovamente la panna, allontanarla dal fuoco e aggiungere il cioccolato tritato.
Montare i tuorli con lo zucchero a velo, unire il composto di panna e cioccolato. Versare negli stampini da soufflé e cuocere a bagnomaria in forno riscaldato a 180°. Una volta cotti, fare riposare per almeno dodici ore.
Prima di servire, spolverare la superficie della crema con zucchero di canna e caramellare con il cannello.

Mangiare ad occhi chiusi, senza nutrire dubbi. 

giovedì 6 settembre 2012

Gateau au chocolat

Se per qualche assurdo motivo dovessi sezionare il corpo che amo e indicare quello a cui non voglio più rinunciare, tra tanta ben dislocata alterità, sceglierei di tenere le mani. 

Non le spalle, larghe per sdrammatizzare le mie ristrettezze mentali.
Non le cosce, salde per regalare tregua al mio alterno incespicare.
Non i fianchi, morbidi per compensare le mie asperità. 

Del corpo disegnato per dare casa ai miei sentimenti, sceglierei le mani.
Perché sono articolate in unità perfettamente complementari.
Perché si intrecciano alle mie con rigore accademico.
Perché sono labbra silenziose, e parlano l'unico idioma che mi interessa ascoltare.


5 uova
170 gr zucchero
220 gr burro
200 gr cioccolato al 60% di cacao
80 gr farina di nocciole

Montare le uova con lo zucchero. Fondere burro e cioccolato, incorporarli delicatamente alle uova e unire la farina di nocciole. Versare l'impasto in uno stampo imburrato e infornare a 170° per 35 minuti circa.

Portare alla bocca con mani silenziose.

lunedì 3 settembre 2012

Muffin allo yogurt greco e mirtilli

C'è qualcosa che osservo con sospetto, ultimamente. 
Un comportamento esecrabile che potevo già intuire, ma che non ho mai guardato in faccia. 
Riguardasse qualcun altro potrei prenderne le distanze, e comportarmi come se nulla fosse. 
Ma mi tocca conviverci e non ne ho nessuna voglia.

Ho scoperto il panico, quello che ti prende davanti a una felicità che pensi di non sapere sostenere. 
L'irrefrenabile tendenza a scavalcare il piacere.
La stupida voglia di chiudersi al mondo, quando l'amore è troppo e tutto in una volta. 
L'assurda incapacità di condividere il bene, dopo aver imparato a vivere insieme tutto il resto.

Che sia una tara genetica o un regalo che viene da lontano, onestamente, poco importa. 
Ho voglia di inchinarmi di fronte alla gioia, e a chi me la insegna. 
Di aprirmi alla vita, e a chi ha promesso di viverla con me. 
Ho voglia di essere felice. 
Anzi... in qualche modo, semplicemente, lo sono già.


250 gr farina
100 gr zucchero
16 gr lievito
1/2 cucchiaino bicarbonato
1 pizzico di sale
240 ml yogurt greco
1 uovo
50 ml olio di semi
100 gr mirtilli

Mescolare tra loro gli ingredienti secchi e quelli umidi. Unire delicatamente i due composti lavorandoli il meno possibile e versare negli stampi da muffin foderati dagli appositi pirottini. Infornare a 180° per 30 minuti circa, fare freddare e spolverare con zucchero a velo.