venerdì 16 marzo 2018

Biscotti gentili alle nocciole

Un pezzo di cuore che sbuca inatteso.
Il giorno si tinge di un nuovo sapore.
Le nocciole del colore degli occhi più belli.

Tonde e perfette, come le cose da farsi. 
Dolci di confidenze senza rimorsi.
Gentili con tutti, senza un perché.


100 g cioccolato fondente al 70% (per me Guanaja)
150 g nocciola tonda gentile
200 g burro morbido
140 g zucchero semolato fine
300 g farina frolla

Montare il burro con lo zucchero. Tritare grossolanamente il cioccolato con 100 g di nocciole, nel cutter. Aggiungere il cioccolato e le nocciole alla montata di burro, quindi unire la farina. Quando il composto sarà ben amalgamato, suddividerlo in due metà, formare due rotoli del diametro di 2,5 cm ca, pellicolare e fare riposare in frigo. 
Fare tostare appena le nocciole su una placca da forno, quindi pelarle strofinandole con le mani. 
Tagliare dai rotoli di impasto delle fette regolari alte 2 cm circa, inserire una noce intera al centro del biscotto, premendo energicamente. Arrotondare i bordi netti del taglio con le mani e infornare a 170° C per 13-15 minuti ca. 
Fare intiepidire i biscotti sulla placca da forno per 10 min, poi trasferirli su una griglia  e fare freddare prima di servire.

domenica 11 marzo 2018

Crostata morbida al cioccolato fondente e nocciole pralinate

Domenica mattina, interno giorno.
Il cappuccino in una mug molto inglese.
Una crostata dall’anima francese.

Un plaid di lana grossa, e grigia.
Tempo di libri e di progetti.
Di pensieri e di ricette.

Si snoda lenta la dorsale dell’attesa.
Curerò altri fiori.
Inventerò nuove parole.

La vita scorre, bella che più non si può.




Per la frolla:
120 g burro morbido
75 g zucchero a velo
25 g farina di nocciole
1 g sale
1 uovo
½ bacca di vaniglia
200 g farina debole

Per il pralinato tritato:
150 g nocciole intere
120 g zucchero semolato

Per la salsa al cioccolato caldo:
6 cl panna fresca
35 g zucchero semolato
150 g cioccolato fondente al 66% (per me Caraibe di Valrhona)
10 g pasta di cacao 100%
15 g burro

Per il cremoso al cioccolato
30 cl latte
30 cl panna fresca
400 g cioccolato fondente al 66% (per me Caraibe di Valrhona)
2 uova

Per la frolla. Mescolare tutti gli ingredienti in successione, incorporando per ultima la farina. Fare riposare in frigorifero. Quando la pasta si sarà rassodata, stenderla ad uno spessore di 3mm, quindi usarla per foderare uno stampo imburrato dai bordi ondulati  di 22 cm. Cuocere a 180° C per 20 minuti, poi abbassare la temperatura a 170° C.

Per il pralinato. Fare tostare le nocciole in forno su una placca coperta di carta da forno, pelarle strofinandole tra i palmi delle mani e rimetterle in forno a 100° C. Fare un caramello a secco con lo zucchero. Quando sarà pronto, allontanare da fuoco, aggiungere le nocciole calde e mescolare bene. Versare su un tappetino di silicone e fare freddare. Quando il croccante si sarà raffreddato, passarlo nel cutter fino ad ottenere un pralinato a grana grossa.

Per il cremoso al cioccolato. Tritare finemente il cioccolato. Fare bollire il latte con la panna, versare sul cioccolato tritato e fare riposare un momento, quindi mescolare con una spatola. Fare freddare il composto, poi aggiungere le uova e mescolare. Versare il composto sul fondo di frolla e cuocere in forno per 5 minuti.

Per la salsa al cioccolato.
Portare a bollore il latte con la panna e lo zucchero, poi versarlo sul cioccolato e la pasta di cacao finemente tritati. Aggiungere il burro, riscaldare appena e filtrare.

Servire la crostata a temperatura ambiente, accompagnata dalla salsa al cioccolato calda.

giovedì 1 marzo 2018

Migliaccio

La mente è un soggetto curioso da interpretare.
E ancora di più lo sono le percezioni.

Fuori non c'è luce, e ti sembra di ritrovare il profumo di mandarini tardivi.
Nevica, e senti chiaro il bisbigliare dei fiori di mandorlo, quando tira vento al tempio della Concordia. 
I rumori arrivano ovattati, e percepisci nitido lo sfrigolio dell'olio, quando S. Giuseppe è dietro l'angolo ed è tempo di dare vita alle sfince. 

Strana cosa è il legame con la propria terra, specie se si crede di saperlo gestire.
Non è indispensabile la percezione dei sensi, basta il ricordo di essa.
Ed è subito casa.


800 g latte 
30 g burro
la scorza di un limone bio
la scorza di un'arancia bio
un pizzico di sale
250 g semolino

600 g ricotta
350 g zucchero
6 uova 
i semi di un baccello di vaniglia
la scorza di un limone bio grattugiata
la scorza di un'arancia bio grattugiata

Versare il latte in una pentola, aggiungere il burro, il sale, le scorze degli agrumi e scaldare. Una volta raggiunto il bollore, rimuovere le scorze degli agrumi e aggiungere il semolino a pioggia. Mescolare bene con una frusta, allontanare dal fuoco e fare freddare.
Setacciare la ricotta, aggiungere lo zucchero, le uova, le scorze grattugiate degli agrumi, i semi di vaniglia e mescolare bene. Unire la ricotta al composto di latte e semolino, versare in una teglia rivestita di carta da forno e cuocere in forno a 180° C per 70 min ca. 
Mangiare a tutte le ore, che va bene così.

mercoledì 31 gennaio 2018

Fior di biscotto alla confettura di albicocche

- Mamma, mi compri un campo di margherite?
- Mmm... mi spieghi come ti è venuta questa idea?
- Ho sentito che una mamma, prima di morire, ne ha regalato uno alla sua bambina.
- Ma io non sto morendo, tesoro...
- A parte che non ci è dato sapere quando arriva il nostro turno, se non muori è molto meglio, così le margherite andiamo a raccoglierle e annusarle insieme.
Touché.
Tanta saggezza appena al di sopra dei 130 cm mi spiazza. 

Ok, questi biscotti non sono esattamente un campo di margherite.
Ma possiamo mangiarli insieme a colazione, domani.
E va bene così.


750 g farina debole setacciata
140 g fecola di patate
250 g zucchero a velo
500 g burro morbido a pezzi
un pizzico di sale
la scorza di un limone bio grattugiata

confettura di albicocche g 375

Riunire insieme tutti gli ingredienti nella ciotola della planetaria con la foglia e impastare brevemente. Finire a mano, sulla spianatoi, quindi fare riposare la sablée in frigo per un'oretta ca. Stendere la pasta, ricavarne dei fiori, bucarne al centro la metà, cuocerli a 180° C fino a colorazione. 
Fare freddare in una scatola di latta, spolverare di zucchero a velo i fiori bucati al centro, poi accoppiarli con le metà intere unendoli con la confettura.

Mangiare a colazione, merenda o anche dopo cena, ma insieme.

martedì 23 gennaio 2018

Cake timo e limone

Chi avrebbe mai detto che l'acqua sarebbe stata la cura.
Che poteva rimarginare ferite.
Lavare via le più impermeabili tra le paure.

Chi avrebbe immaginato che dopo averla elusa così a lungo, si poteva tornare a cercane gli abbracci, e il morbido languore.

Strana cosa è la vita, nelle sue imprevedibili circonvoluzioni.
Quello che ieri era panico adesso è sollievo.
Quanto era invalicabile tabù oggi è ristoro dagli affanni.
La tempesta più nera diventa porto sicuro, e riposo. 

Benedetti siano gli umidi istanti e i millimetri di pace.
E Pessoa, insieme a tutte le sue parole. 


Per il cake:
210 g farina debole
2 tsp e 1/4 baking
un pizzico di sale
3 tbs foglie di timo fresche e tritate
2 uova
240 g yogurt greco intero
la scorza di due limoni bio
150 g olio di semi di girasole
250 g zucchero semolato
1/2 bacca di vaniglia

Per lo sciroppo:
100 g succo di limone
100 g zucchero semolato

Per il cake. In una boule setacciare la farina con il lievito, aggiungere il sale e le foglie di timo tritate. Nella ciotola della planetaria miscelare insieme le uova, lo zucchero, i semi della bacca di vaniglia, la scorza di limone grattugiata, lo yogurt e l’olio di semi, quindi unire gli ingredienti secchi poco alla volta, e miscelare bene.
Versare in uno stampo da cake coperto di carta forno e infornare a 180 C per 50 min circa, verificando la cottura con uno stecchino. 


Per lo sciroppo. Versare il succo di limone in un pentolino, aggiungere lo zucchero. Portare sul fuoco mescolando, finché lo zucchero non sia completamente sciolto. Allontanare dal fuoco.

Sfornare la torta e farla raffreddare per qualche minuto, quindi capovolgerla, bucarla con uno stecchino e bagnarla bene con lo sciroppo. 

Servirla con qualche fogliolina di timo, e sorrisi grati.