sabato 9 novembre 2013

Brioche alla zucca

Ci sono giornate in cui niente sembra girare come dovrebbe, nemmeno lo scudo della planetaria.
Per non parlare poi dell'abbattitore, che ha deciso di non presentarsi all'appello.
Noiose mail, noiose telefonate, noiose pagine da leggere e scrivere.
Noiose beghe da tutte le parti.

Un sole nudo che però non riscalda. 
Zampe nere che si strascinano a fatica.
Uno spazio sempre troppo grande sul divano, accanto a te.

Nessun brindisi.
Nessuna partenza.
Nemmeno un messaggio che ti metta di buon umore.

Deve essere lo scotto da pagare per essere spudoratamente felici, qualche giorno dopo. 
Per sentire caldo anche sotto la pioggia.
Per dimenticare la stanchezza.
Deve essere questo.


Per le brioche:
400 gr purea di zucca cotta al vapore e frullata
60 gr burro fuso 
680 gr farina manitoba
10 gr lievito di birra in polvere
150 gr latte tiepido
100 g di zucchero
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia

Per finire:
q.b. gelatina di albicocche

Versare nella planetaria con il gancio la purea di zucca, il burro, il latte, il sale, lo zucchero e i semi del baccello di vaniglia, poi unire la farina mescolata al lievito e lavorare per una decina di minuti, regolando di farina o latte se necessario. Raccogliere l'impasto a forma di palla, coprire con un torcione pulito e fare riposare fino a raddoppiamento del volume. 
Prendere l'impasto e poggiarlo sul piano di lavoro, sgonfiarlo appena e formare venti palline da sistemare in una teglia quadrata dai bordi alti, distanziandole di un cm e mezzo l'una dall'altra. Coprire con un torcione e fare raddoppiare il volume. 
Infornare a 180° per 15 minuti circa, uscire dal forno e spennellare con gelatina d'albicocche.
Mangiare solo se spudoratamente felici.

2 commenti:

Trattoria da Martina ha detto...

Che abbattitore hai preso? IL Fresco? Io ce l'ho da un paio di mesi e mi trovo molto bene...E tu?

Alessandra ha detto...

Ciao Martina, scusa per il ritardo ma vedo il tuo messaggio solo ora, chissà perché. Io non ho (ancora) comprato un abbattitore, ma ho un prezioso amico con un prezioso ristorante proprio dietro casa, quindi semplicemente... vado da lui.