giovedì 17 gennaio 2019

Biscotti al cioccolato bianco e composta di rabarbaro e vaniglia

È un giorno un po' strano.
La luce sa di zucchero filato e nell'aria c'è un chiaro bisogno di letteratura buona.
Rileggo Lolita, e penso che i russi hanno sempre ragione.

It was love at first sight, at last sight, at ever and ever sight.
La prima volta che ho letto Nabokov ho pensato che si potesse morire per un amore così.
Oggi penso
, esattamente per lo stesso motivo che l'imperativo sia vivere, e certo questo rende tutto un po' più complicato.

Rabarbaro e cioccolato, è l'unica soluzione.



Per i biscotti:
250 g burro morbido
165 g zucchero semolato fine
1/2 bacca di vaniglia
1 tuorlo d'uovo
150 g cioccolato bianco
335 g farina debole macinata a pietra

Per la composta di rabarbaro:
350 g rabarbaro pulito 
220 g zucchero semolato fine
1/2 bacca di vaniglia
2 cucchiai acqua

Per la composta al rabarbaro e vaniglia. Tagliare il rabarbaro in pezzi da 2 cm, quindi posizionarli in una pentola sul fuoco insieme allo zucchero, ai semi della vaniglia e all'acqua. Portare a bollore e fare ridurre per 10 quindici minuti ca, sempre mescolando. Allontanare dal fuoco e fare freddare.

Per i biscotti. Unire lo zucchero al burro morbido nella ciotola della planetaria, o in una boule, e montare bene con lo scudo. Aggiungere i semi della vaniglia, il tuorlo d'uovo, il cioccolato fuso, poi la farina setacciata e mescolare il tutto, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgere il panetto con la pellicola e fare riposare in frigorifero per un paio d'ore.
Quando il composto il panetto avrà riposato, prelevare delle piccole quantità, intorno ai 16 g, e ricavarne delle palline. Disporre le palline su due teglie coperte con carta da forno, lasciando loro lo spazio per allargarsi in cottura. Realizzare al centro di ognuna un piccolo incavo con il pollice e riempirlo con mezzo cucchiaino di composta al rabarbaro e vaniglia. Infornare a 160° C fino a colorazione, per 12-15 min ca.

mercoledì 9 gennaio 2019

Crema pasticcera al pistacchio e savoiardi

C'è un momento preciso, durante la giornata, tra le otto del mattino e chissà quando, in cui tutto tace.
Senza un apparentemente motivo logico, il telefono smette di vibrare.
Il flusso di posta si interrompe. 
Anche i bambini, inopinatamente, fanno silenzio.

Non dura molto, ma ha la solennità delle cose eterne.
È un dono, insperato, nel trambusto quotidiano.
La linfa vitale di interi giorni di caos. 

Basta aggrapparsi al silenzio dei piccoli spazi per sopravvivere al rumore dei grandi cambiamenti. 
Io, oggi, lo faccio così.


Per la crema pasticcera al pistacchio:
500 g latte intero fresco
1/2 baccello di vaniglia
200 g tuorli
50 g amido di riso
350 g zucchero
2 cucchiai pasta pura di pistacchio

Per i savoiardi:
90 g farina
150 g albumi
125 g tuorli
125 g zucchero
38 g fecola
zucchero a velo o semolato q.b.


Per terminare
pistacchi sgusciati, pelati, tostati e tritati grossolanamente

Per i savoiardi. Montare i tuorli con 2/3 dello zucchero e gli albumi a parte, con lo zucchero restante. Mescolare la farina e la fecola, setacciarle e incorporarle ai tuorli montati, avendo cura di non sgonfiare il composto. Unire delicatamente la meringa. Versare in una leccarda foderata con carta da forno, spolverizzare con zucchero a velo o semolato e cuocere a 180° fino a colorazione.


Per la crema pasticcera al pistacchio. Portare a bollore il latte con i semi di vaniglia. In una boule rompere i tuorli, quindi aggiungere lo zucchero e l'amido di riso mescolando bene senza incorporare aria. Versare il latte bollente sui tuorli mescolando con una frusta, quindi riportare sul fuoco diretto, o a bagnomaria, e mescolare finché la crema non risulti ispessita. Allontanare dal fuoco, aggiungere le pasta pistacchio e mescolare bene. Trasferire in un contenitore pulito, coprire con pellicola a contatto e immergere in un bagnomaria di acqua e ghiaccio. Appena la temperatura sarà scesa, trasferire in frigorifero e fare freddare il più velocemente possibile. 

Per la presentazione. Quando la crema si sarà freddata, trasferire in un sac à poche e dressare nei bicchieri. Terminare con granella di pistacchio sgusciati e tostati e accompagnare con due (o mille) savoiardi.

Mangiare senza compagnia.