giovedì 5 marzo 2015

Cannoli, i miei

Maschio è il cannolo, senza ombra di dubbio.


Imperioso, nella sua fisicità. 
Protervo, nella certezza del suo turgore. 
Perentorio, nella sicumera della sua perfezione. 

La sua struttura è essenziale: gli elementi che lo compongono si addizionano senza moltiplicarsi, né confondersi. 
Il suo equilibrio è sublime: un abito spigoloso promette unʼanima arrendevole, avendo il buon gusto di non celarla. 
Il suo ego è assoluto: rifugge ogni inutile orpello con la scanzonata indolenza di chi basta a se stesso, per solleticare lʼappetito. 

È la fonte di ogni malia. 
È la chiave di ogni desiderio. 
È il principio di tutte le cose. 

È maschio. 




Per le cialde:
500 gr farina
50 gr strutto
50 gr zucchero
200 ml aceto o vino
un pizzico di sale

Per friggere:
olio di semi di girasole

Per la crema di ricotta:
500 gr ricotta
230 gr zucchero
50 gr gocce di cioccolato fondente

Per finire:
cannella in polvere

Per i cannoli. Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Stendere la pasta in una sfoglia sottile e ritagliarla con un l'apposito coppapasta, o con uno rotondo, ottenendo dei dischi da stendere ancora col matterello. 

Arrotolare i dischi sugli appositi cilindri di metallo e friggere in abbondante olio di semi per circa sei minuti, o comunque fino a colorazione. Fare scolare lʼolio in eccesso, eliminare i cilindri di metallo e fare freddare le cialde. 


Per la crema: unire lo zucchero alla ricotta, passare la crema al setaccio due volte, poi aggiungere le gocce di cioccolato. Fare riposare. 



Al momento di servire, con un sac à poche riempire di crema i bicchierini, rompere una cialda e disporne i pezzi sulla ricotta. Spolverare di cannella in polvere.

4 commenti:

Araba Felice ha detto...

Amo i cannoli, ed in questa nuova veste devo proprio provarli!!!
Bellissima idea.

Alessandra ha detto...

I cannoli sono un frammento del mio dna, non si discute. Provali così, sono divertenti!

Giovanni R. ha detto...

Poesia purissima.

Femmina, però.

Alessandra ha detto...

La poesia è femmina.
Non ci sono dubbi.